Super Team

La rete del made in Italy
Aprile 2012

 

Ferruccio Dardanello

Presidente Unioncamere

 

Un vento di cambiamento soffia sul nostro Paese, un cambiamento che vede consumatori e imprenditori guardare al futuro con uno spirito ad un tempo preoccupato – per il perdurare di una crisi di cui ancora non si vede la fine – e carico di attese positive, alla luce del detto che dopo la notte viene sempre il giorno e in virtù della consapevolezza che, seppur con perdite e sofferenze importanti, il Paese ha tenuto e sta tenendo.

La crisi ha evidenziato risposte molto diverse da settore a settore e da impresa a impresa. Chi opera sui mercati globali e ha scelto la via della specializzazione nella qualità, ha sfruttato la forza del brand “Made in Italy” per consolidare le posizioni o ampliare la presenza su nuovi mercati. Chi ha come orizzonte il mercato interno ha invece vissuto – e sta vivendo – momenti molto difficili, a causa della domanda interna stagnante e delle crescenti difficoltà nel dialogo con le banche e la pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda le imprese turistiche, esse hanno dovuto ricercare soluzioni nuove per gestire questo passaggio difficile, spesso ricorrendo a politiche di pricing o di commercializzazione (tradizionale o on-line) che in molte occasioni hanno permesso loro di riconquistare i mercati stranieri o, comunque, di tenere le posizioni almeno quanto basta per sopperire al calo dei consumi interni. Tra queste, prima di tutto le imprese che si trovano ad operare nelle città d’arte, dove convergono i grandi numeri del turismo internazionale presso cui la nostra offerta culturale resta l’asset di gran lunga più attrattivo.

Un richiamo che nasce dal territorio e dalle sue risorse storiche, paesaggistiche e artistiche. In un mix che coniuga all’eccellenza ed all’unicità della nostra offerta artistico-culturale anche quelle dinamiche di risparmio a cui i consumatori sono (oggi più che mai) sensibili, grazie ad una maggiore visibilità sul web con offerte competitive rispetto ai nostri concorrenti stranieri. Pur essendo un settore connotato dalla dimensione locale, l’offerta turistica italiana non ha di certo saturato le potenzialità di mercato, specie verso la domanda che può provenire dai mercati esteri.

In questa prospettiva, la rete delle Camere di Commercio Italiane costituisce per il settore del turismo un riferimento sicuro per la valorizzazione della dimensione locale in chiave globale. Le nostre istituzioni sono infatti, a un tempo, memoria e stimolo della tradizione imprenditoriale di un territorio, luogo di concertazione e di sviluppo della qualità di una filiera sempre più lunga e diversificata, aggregatrici di interessi e di idee per la commercializzazione delle destinazioni turistiche e delle loro imprese.

Dopo aver ingaggiato la sfida della qualità certificando con il marchio “Ospitalità Italiana” quasi 6 mila imprese turistiche in Italia e garantendo l’identità italiana dei primi 700 Ristoranti Italiani nel Mondo; dopo aver offerto al settore uno strumento di analisi permanente quale l’Osservatorio per la conoscenza ed il monitoraggio del mercato turistico, oggi il Sistema Camerale può risultare ancora più efficace a sostegno del settore con la sfida dello Sportello del Turista.  Uno strumento su cui le Camere di Commercio - aldilà delle intenzioni del Governo che pure aveva annunciato di volerlo realizzare, affidandolo proprio alle Camere - intendono comunque lavorare per offrire una leva in più al sistema delle imprese della filiera e a quanti ad esse si rivolgono.

 

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