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Ristoranti italiani all’estero ambasciatori a tavola del Belpaese
Settembre 2012


I ristoranti italiani all’estero sono in gran parte dei casi realtà ben integrate nel contesto sociale e territoriale ove operano. Lo testimonia il fatto che per l’84% di loro sono i residenti  la principale tipologia di cliente, mentre i turisti (italiani e non) sono il target primario solo per il 40% dei rispondenti, e gli “italiani di origine” per il 50%.

Tendono, inoltre, ad avere un buon posizionamento, tenuto conto che oltre il 78% si considera principalmente focalizzato su colazioni e cene d’affari e un altro 81% si sente particolarmente versato per il mercato delle “coppie”; relativamente minore, al 73%, è, invece, l’indicazione delle “famiglie” come principale cliente e solo il 35% segnala le “comitive”.

 

 

Quali sono le tipologie di clienti principali del suo ristorante? (Più risposte possibili)


1Il totale è maggiore di 100 per la possibilità di dare più di una risposta.


Dunque, i ristoranti italiani all’estero sono realtà  non rinchiuse nel “ghetto” del folklore del Paese di origine, ma  rivolte ad un pubblico ampio, spesso di fascia media e alta, cui sanno proporre la qualità e l’immagine della gastronomia italiana nel luogo ove si trovano.

La cucina italiana, in alcuni casi, addirittura quella di una singola regione, rimane il fattore caratterizzante del menu in oltre  due terzi dei casi. Un dato che conferma quanto gran parte dei ristoranti italiani rappresentino concretamente un luogo di valorizzazione e diffusione dell’Italia, in un ambito, quello del cibo e della convivialità, come noto  molto significativo.


Che tipo di menù offre?

 

 

È rilevante anche il fatto che quasi un quarto del campione, dichiara di preparare un menu di “gusto italiano ma moderno e creativo”, a conferma del fatto che la nostra tradizione gastronomica è spesso un punto di riferimento che non impedisce aperture alle suggestioni determinate da altri fattori e in primo luogo le esigenze della clientela target.

L’importanza del ruolo svolto dai ristoranti italiani all’estero a favore del turismo nel nostro Paese è confermata in modo quasi clamoroso dal fatto che solo il 5% dichiara di non attuare alcuna azione in qualche modo promozionale a favore dell’Italia come meta turistica. Tutti gli altri, indicano un preciso impegno in tal senso; nel 51%, in maniera indiretta, attraverso l’atmosfera particolare creata nel ristorante; nel 70% dei casi suggerendo anche specifiche località e nell’8,5% addirittura organizzando il viaggio in Italia.


E lei contribuisce a farli venire?
(Più risposte possibili)

 

2Il totale è maggiore di 100 per la possibilità di dare più di una risposta.


Del resto, i clienti dei ristoranti italiani all’estero sono in gran parte grandi estimatori dell’Italia, almeno sul piano turistico. Oltre il 72% dei ristoratori intervistati dichiara che i propri clienti sono generalmente stati in Italia e non solo una volta. Un altro 18% pensa che i propri clienti siano stati almeno una volta in Italia. Praticamente nessuno ritiene che la propria clientela sia del tutto non interessata a visitare l’Italia


Nella sua esperienza, i suoi clienti hanno già visto/visitato l’Italia?

 

 

Un altro importante aspetto del ruolo che i ristoranti italiani all’estero possono giocare in una strategia “di sistema” a favore dell’attrazione di turismo (e non solo) in Italia è l’intensità del legame che  le persone che ne hanno la proprietà o la gestione mantengono con l’Italia. A riguardo, appare molto positivo il fatto che i ristoratori italiani all’estero sostengono di avere contatti abbastanza frequenti con l’Italia. Oltre l’82% dichiara di venire in Italia almeno una volta l’anno e solo poco più del 4%% indica una frequenza molto rara (ogni  5 -10 anni o anche meno).


Lei ogni quanto viene in Italia?

 

 

In quasi due terzi dei casi, le visite in Italia hanno anche un obiettivo professionale, perché sono l’occasione per cercare di capire l’evoluzione dei prodotti e dei piatti italiani, magari sviluppando contatti diretti con altri ristoratori o con gli attori della filiera agroalimentare


(A chi ha risposto “almeno una volta all’anno”  / “ogni due o tre anni” / “ogni 5 – 10 anni” alla Domanda 5) E quando viene in Italia lei organizza visite specifiche ad altri ristoranti/produttori o segue corsi per cercare di capire l’evoluzione dei prodotti, del gusto o delle ricette italiane?

 



(A chi ha risposto “sì, sempre o quasi sempre” / “sì, ma non sempre” alla 6) E cosa fa?
(Più risposte possibili)

 

3Il totale è maggiore di 100 per la possibilità di dare più di una risposta.

Oltre un terzo dei rispondenti dichiara addirittura di venire in Italia per seguire corsi di gastronomia italiana (corsi per imparare nuove ricette italiane) o comunque per capire l’evoluzione dei prodotti.

Del resto tre quarti del campione intervistato ritiene “molto importante”  tenersi aggiornato per capire l’evoluzione del gusto e delle ricette italiane

 

In genere le sembra importante o non importante cercare di aggiornarsi, di capire l’evoluzione dei prodotti, del gusto o delle ricette italiane?

 


A tal fine, oltre ai corsi, seminari, eventi e fiere, ha grande importanza internet (mail, web, you tube, ecc. segnalato complessivamente da oltre il 40% degli intervistati.

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