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Certificazione della qualità arma vincente per l'occupazione delle camere
Novembre 2013

Dall’analisi delle performance di vendita delle imprese ricettive italiane risulta molto chiaramente come tra le strutture certificate Ospitalità Italiana il tasso medio di occupazione camere sia costantemente maggiore rispetto alle imprese non certificate, con la ovvia eccezione dei mesi estivi (in particolare agosto) quando le dinamiche del turismo individuale incidono in misura poco pianificabile e il fattore prezzi diventa una variabile discriminante.

Un elemento tristemente noto dei risultati di vendita del sistema ricettivo italiano è quello che vede oscillare drasticamente il tasso di vendita delle camere durante i mesi dell’anno e che caratterizza con una eccessiva stagionalità il nostro turismo rendendoci poco competitivi rispetto a paesi vicini come la Francia e la Spagna. Infatti, in Italia la media di occupazione delle camere è stata del 41,5% nel 2012 e tra gennaio e giugno 2013 siamo al 34,1%.

Riuscire, quindi, a vendere anche in mesi di bassa stagione una maggiore quota di camere (es.: +15,2% ad aprile, +16,7% a maggio, +11,2% a giugno) rispetto alle imprese non certificate, evidenzia l’efficacia di una politica basata sulla qualità.

Al di là delle differenze secche sulla quota di camere vendute, comunque, una buona ragione per intraprendere la strada della qualità è connessa, più in assoluto, alla possibilità di mantenere i livelli di vendita al di sopra del fatidico 40% annuo che contraddistingue il panorama italiano, riuscendo così ad ottenere tassi di occupazione redditizi almeno da maggio a ottobre.

La strategia della qualità, inoltre, è vettore di sviluppo per le imprese, sia nella capacità di utilizzo degli strumenti di commercializzazione che di quelli promozionali. In termini di capacità di proporsi sul mercato dell’intermediazione, le imprese certificate ospitano una quota di turisti organizzati superiore (27,5% contro il 22,8%). Anche la capacità di fornire alla propria clientela il servizio di booking on-line è più diffusa (83,1% rispetto al 70,2%), prevalentemente tramite il sito proprietario (81,2%) e i grandi portali (66,3%). Questa capacità fa si che il ritorno di clientela dalla vetrina dell’on-line sia del 52,9% , l’8,5% in più che nelle altre imprese.

 









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