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Diario di viaggio: la Calabria

Un tuffo dove l’acqua è più blu, certo. Ma anche dove fu piantato il primo agrumeto di Bergamotto. Succede solo in Calabria che si possa godersi il relax del mare e inebriarsi del profumo di questi frutti unici e della loro storia. Per fare questa esperienza basta affacciarsi in uno dei luoghi insieme più suggestivi ed evocativi di Reggio Calabria: il Lido comunale Zerbi, un complesso turistico sorto negli anni 20 voluto dall’allora sindaco l’ammiraglio Genoese Zerbi come decoro della città. Da questo anfiteatro dominato dalla grande torre di Nervi – l’architetto massimo esponente dello stile littorio - si gode lo stretto di Messina e qui fu tenuta un’edizione particolarissima di Miss Italia, nel 1974 per affidare alla grazie delle partecipanti il compito di placare gli animi dei reggini infuriati perché si era deciso di far diventare Catanzaro capoluogo di Regione. Ebbene in questo luogo simbolo è cominciata la storia della bergamotto coltura perché proprio nei campi del fondo di Rada dei Giunchi (dove ora sorge il Lido) nel 1750 Nicola Parisi impiantò la prima coltivazione intensiva di bergamotto. Questo agrume è uno dei simboli della Calabria che da sola copre l’80% della produzione mondiale ed è alla base dei più raffinati profumi del mondo. Il bergamotto però è anche un ingrediente della cucina calabrese: se ne fanno canditi, sciroppi e con il frutto a piena maturazione si possono fare anche delle insalate. Il bergamotto è anche uno dei "profumatori" dell’aria dello Stretto. Gli agrumeti si estendono per migliaia di ettari da Caredia a Melito di Porto Salvo che è il comune più a sud dell’Italia peninsulare ma dove il vento della nazione spira nella memoria di Giuseppe Garibaldi. Qui sulla spiaggia di Rumbolo si erge una stele per ricordare che qui sbarcarono i Mille di Garibaldi dopo la conquista della Sicilia. Due volte Garibaldi scelse questo approdo. Ma se le 1860 trionfalmente risalì la Calabria per consegnare l’Italia a Vittorio Emanuele nel 1862 quando tentò di conquistare Roma qui vene fermato proprio dai cannoni dei Savoia che affondarono  il piroscafo Torino il cui relitto è adagiato sui fondali di Melito.

La storia è il filo rosso di ogni viaggio in Calabria: terra bellissima sospesa tra due mari, solcata da montagne impervie, ombreggiata da foreste millenarie che nascondono gioielli d’architettura unici e le radici remotissime delle genti italiche. Basti dire che i Vituli sono la popolazione che darà il nome a tutta la penisola: l’Italia, la terre dei tori............... Il viaggio continua.

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