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Diario di viaggio: la Campania

Chissà se conviene osservarli con gli occhi di William Stanley Haseltine massimo pittore americano del’800, o con quelli di Wolfgang von Goethe un monumento della cultura europea, o ancora con quelli di Carlo di Borbone il re modernizzatore delle Due Sicilie? Certo è che la Basilica, il tempio di Nettuno e quello di Cerere che si stagliano sulla piana del Sele sono la più autentica e ancor oggi compiutamente comprensibile espressione della classicità. Siamo a Paestum, l’antica colonia greca di Poseidonia che in epoca lucana diverrà città di traffici e di commerci per poi essere conquistata dai romani e decadere per via della malaria come racconta Strabone. E’ Paestum, obliata per almeno tredici secoli, riemersa dalla terra e dalla palude quando il Borbone decise di costruire la strada che oggi è la statale 18 che collega il Cilento a Napoli. Riemerse pur con lo scempio della strada che taglia in due l’anfiteatro la gloria di questa meravigliosa città che è stata tappa fondamentale del Grande Tour e che Goethe preannuncia come ammasso di mirabili pietre sotto il quale s’intravede la magnificenza di questi luoghi. Ma a noi torna utile un’altra immagine: è quella che ci ha lasciato Antonio Pitlooo che dal basso Reno, era nato ad Arnhem, per una borsa di studio concessagli dal Bonaparte giunse prima a Roma e poi a Napoli (dove morì nel 1837) narrando con i suoi paesaggi pittorici il Meridione di primo 800. Tra il museo di Capodimonte a Napoli e quello dei Conti Correale a Sorrento ci sono gran parte delle opere di questo pittore che fu docente di paesaggio alla Regia Accademia di Belle Arti di Napoli ed uno racconta delle bufale che pascolano tra le rovine di Paestum. E’ la testimonianza suggestivamente iconica della storia della Mozzarella di Bufala Campana.

Ogni porzione è un’opera d’arte, è una narrazione sensoriale della storia, è un riconoscere i luoghi che la originano. La statale 18 è una teoria di caseifici e le bufale ancora pascolano in quelle terre dove i greci fondarono la loro fiorente colonia. Non è un caso che proprio una delle meraviglie di Paestum, la mirabile “tomba del tuffatore” - forse la prova che a Paestum si realizzò un incontro tra Magna Grecia ed Etruschi e che i Lucani tutto erano tranne che un popolo barbaro – sia tornata a splendere grazie al restauro finanziato da uno dei più importanti produttori di Mozzarella di Bufala............... Il viaggio continua.

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