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Diario di viaggio: la Puglia

Una volta visitato il Salento e goduto il lucore di Otranto o fatto un tuffo dalle scogliere di Polignano a Mare, o ammirato il barocco di Lecce o le geometrie alchemiche di Castel del Monte, o lo stupore della cattedrale di Trani che pare sorgere dalle acque così come il Teatro Margherita di Bari il solo in Italia costruito su mare vi capiterà d’intonare “penso che un sogno così non ritorni mai più… Volare”.

Eh sì questa è la terra dell’uomo che è riuscito a far cantare in Italiano l’America, di quel Domenico Modugno, nato a Polignano a Mare, che ha composto “Nel blu dipinto di blu” proprio osservando le acque della sua città, canzone talmente potente che all’estero – come peraltro capitato anche con la celeberrima canzone napoletana O sole mio - che qualche volta hanno suonato convinti che fosse l’inno nazionale italiano. Ma un’ altra musica dalla Puglia va nel mondo: è quella della Taranta. La notte della Taranta è diventato il festival folk più noto d’Europa e accende con questa danza popolare che ha un fortissimo contenuto antropologico (è rito ed anche esorcismo, è leggenda e anche pratica iniziatica) tutto il Salento: da Corigliano a Melpignano. Sono queste e terre del cuore della Puglia, di quella fascia di terra sospesa tra Adriatico e Jonio che profuma profondamente di natura e di storia. La Puglia del resto è un condensato della civiltà agricola mediterranea: olio, vino e grano che sono la triade “sacra” a Cerere costituiscono il valore aggiunto dell’agricoltura di questa penisola che somiglia alla Florida ed è considerata la California d’Europa: una penisola lunga oltre 300 chilometri che va dal promontorio verde del Gargano che contrappunta l’asprezza della Murgia, alle terre opime di Capitanata, fino alla pianura barese per tuffarsi poi nel sudest infuocato fino a Capo d’Otranto la punta più meridionale che dista poco più di 40 miglia da Albania e Grecia. E se Foggia e le sue terre sono il granaio d’Italia – qui si concentra la maggiore produzione di grano duro e ora è stata riscoperta anche la farina di grano arso, un’antichissima pratica: era il grano arso ciò che rimaneva dopo la mietitura quando si usava incendiare i campi per sanificarli e le spigolatrici raccoglievano le spighe abbrustolite per farne farina povera - Andria è la capitale indiscussa dell’extravergine e da Monopoli in giù si estendono i frutteti e le coltivazioni di orticole, mentre la Murgia offre ancora grande olio, grande vino, tante erbe aromatiche che costituiscono il bouquet di una gastronomia profumatissima, spontanea che propone un sapiente incontro tra mare e orto, tra grano e corte. La Puglia ha in fatto agricolo molti record produttivi: è la regione d’Italia che produce più olio extravergine di oliva (la Croatina è la cultivar d’elezione, ma non solo) e più olive da tavola (basta pensare alla dolce di Cerignola), è la regione che dà più grano duro e qui nel foggiano Nazzareno Strampelli sperimentò e mise a dimora il più celebrato dei grani - il Senatore Cappelli - è la regione che produce la migliore uva da tavola che fa della mozzarella e della burrata da latte vaccino un vanto, che ha nella Murgia formaggi eccelsi come il canestrato pugliese e il caciocavallo Silano, formaggio podolico che segna quasi tutto il Meridione continentale, che conosce ad Altamura un pane straordinario fatto con semola di grano duro............... Il viaggio continua.

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