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Più marketing e turismo sull’asse Italia-Bulgaria

Marco Montecchi
presidente CCIE in Bulgaria

Il trend di arrivi in Italia e in particolare nelle regioni meridionali di turisti provenienti dalla Bulgaria è in continuo aumento da molti anni. Come spiega questa tendenza dal suo osservatorio privilegiato?
La principale ragione di una maggiore presenza di turisti bulgari nelle Regioni del Sud Italia risiede in un rafforzamento dei collegamenti aerei, ed in particolare Sofia-Napoli, Sofia-Bari e Sofia-Catania operati dalla Wizzair che sono stati introdotti a partire dalla meta del 2015, inizialmente nel calendario stagionale e successivamente in quello annuale, eccezion fatta per Catania che serve a tutt’oggi la stagione estiva. Ciò non esclude il fatto che le Regioni del Sud Italia non fossero visitate in precedenza, attraverso appositi charter organizzati da tour operator e agenzie viaggi bulgare, dove il Bel Paese è ben rappresentato nei loro cataloghi, in collaborazione con partner italiani, e talvolta associati camerali, o attraverso la partecipazione di operatori economici bulgari a missioni di outgoing e manifestazioni fieristiche siciliane promossi dalla Camera di Commercio Italiana in Bulgaria. Accanto a ciò, le destinazioni estive più gettonate sono i lidi e le coste del Nord Est del Paese (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Emilia Romagna).
Del resto l’Italia è sempre stato un Paese fortemente attrattivo dal punto di vista culturale, archeologico, artistico e naturalistico…basti pensare che il 90% del patrimonio culturale dell’UNESCO risiede nel nostro Paese ed i turisti bulgari ne sono pienamente consapevoli tant’è che il motivo dei loro viaggi nel Bel Paese è correlato alla scoperta delle maggiori città d’arte e delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche delle Regioni isolane e del Sud Italia, come lo dimostrano le statistiche dell’ultimo Rapporto Congiunto ENIT 2016. L’Italia si colloca, infatti, al secondo posto tra i Paesi dell’Europa occidentale per la presenza di turisti bulgari, dopo la Germania, l’Austria e la Spagna.

Natura, arte e forte richiesta di enogastronomia sono le principali attrattive secondo un sondaggio effettuato da Isnart nel corso del biennio scorso a turisti e tour operator bulgari che propongono la destinazione Sud Italia. E’ d’accordo?
Assolutamente d’accordo e aggiungerei che con il successo del progetto internazionale Italian Food XP, “EXPERIENCE ITALY SOUTH AND BEYOND – I ristoranti italiani nel Mondo di Ospitalità Italiana promuovono il Made in South of Italy”, promosso da ISNART, in collaborazione con Unioncamere e grazie al contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e realizzato in loco attraverso la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, si è dimostrato quanto interesse i turisti bulgari hanno nei confronti delle Regioni del Sud per i percorsi enogastronomici, le bellezze naturalistiche e il patrimonio culturale presente nelle varie città d’arte del Mezzogiorno. La destinazione “Sud Italia” è inserita nei pacchetti di diversi tour operator e agenzie viaggi, e come Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, abbiamo avuto modo di presenziare ed organizzare workshop di presentazione dell’offerta turistica delle Regioni Campania, Sicilia e Sardegna lo scorso anno.
Ci tengo a sottolineare, inoltre, le ottime relazioni intergovernative tra l’Italia e la Bulgaria e la visita nel Paese del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini il 6 luglio 2015 in occasione della quale si è tenuto un Forum economico, promosso dalla CCIB, d’intesa con l’Ambasciata d’Italia a Sofia e il Ministero del Turismo bulgaro, finalizzato ad aumentare lo scambio di turisti tra l’Italia e la Bulgaria e cercare insieme opportunità per richiamare il turismo internazionale su percorsi e itinerari bulgari. Come ho dichiarato durante lo stesso convegno, “gli asset fondamentali per garantire lo sviluppo del business e la crescita degli investimenti nei due Paesi sono un turismo di qualità e la valorizzazione dei territori”.

I ristoranti italiani in Bulgaria, secondo lei, possono esercitare il ruolo di ambasciatori del turismo e convincere a tavola gli ospiti locali a prenotare una vacanza in Italia?
La ristorazione italiana di qualità deve essere necessariamente “attenzionata” e “utilizzata” nella promozione e valorizzazione dei territori italiani in tutti i Paesi del mondo e sono sempre stato uno strenuo sostenitore, divenuto un successo in 54 Paesi del mondo, del Marchio “Ospitalità Italiana-Ristoranti Italiani nel Mondo” che ha coinvolto dal 2010 in poi tutto il sistema camerale italiano all’estero e tramite il quale si è favorito l’approvvigionamento di prodotti alimentari presso le strutture di ristorazione italiane certificate ma soprattutto la creazione di nuove attività ristorative, e mi riferisco alla Bulgaria, desiderose di acquisire la certificazione ed apporre la targa  Ospitalità Italiana all’ingresso dei vari ristoranti.

Grazie anche al progetto Italian Food XP, ad essere riconosciuta come veicolo di attrazione turistica è stata la ristorazione italiana certificata Ospitalità Italiana quale garanzia del made in Italy che ha portato i consumatori di tutta Europa a riconoscere l’Italia, il buon cibo, la genuinità dei prodotti e dei territori di provenienza, anche attraverso la piattaforma sviluppata da ISNART. In Bulgaria, dove la Camera di Commercio Italiana possiede una forte specializzazione nel settore food&beverage, grazie a continue attività di promozione del made in Italy, quest’iniziativa ha prodotto un aumento di consumatori e visitatori del Bel Paese e soprattutto di nuove intese di partenariato, importanti per mantenere la 2° posizione nell’interscambio commerciale. Italian Food XP deve continuare a servirsi delle Camere di Commercio Italiane all’Estero nella lotta al fenomeno dell’Italian Sounding e nella promozione delle eccellenze agroalimentari italiane di qualità.
Mi auguro che la capacità tutta italiana di sviluppare progetti ad alto valore aggiunto di promozione delle eccellenze enogastronomiche ed agroalimentari di qualità unite agli aspetti culturali ed artistici, nonché di lotta al fenomeno dell’Italian Sounding, presente in tutta Europa e non solo negli Stati Uniti, possa nuovamente individuare i ristoranti italiani all’estero come ambasciatori del made in Italy del gusto italiano ed essere veicolo di promozione dell’offerta turistica del Bel Paese.
Dirò di più: arte, cultura, turismo, enogastronomia e sport potranno essere i protagonisti di un’iniziativa internazionale di promozione dell’Italia nel mondo attraverso la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Quali sono le strategie da mettere in campo per consolidare e rafforzare il mercato turistico bulgaro anche come meta per gli italiani?
La Bulgaria è un Paese dalle enormi potenzialità ed opportunità in campo turistico a tutto tondo e negli ultimi anni si è intensificato il flusso dei turisti italiani nel Paese, anche se il maggior numero di turisti in arrivo proviene dalla Russia (crescita del 24%), da Israele (del 20%) e 74% dall’Irlanda, secondo le statistiche elaborate dal Ministero del Turismo bulgaro. Con la creazione del dicastero deputato alla promozione ed attrazione turistica ed il titolo di Plovdiv quale Capitale Europea della Cultura 2019, è stata data finalmente importanza ad un settore in crescita che promette numeri molto alti se, a fronte delle risorse naturali esistenti, viene messa in atto una politica di valorizzazione del territorio e miglioramento della qualità dei servizi offerti correlati al settore turistico ricettivo e ristorativo in primis, accanto all’elaborazione di una strategia di marketing che possa fare del turismo il volano di crescita economica e sociale del Paese.
Ricordo che la Bulgaria ospita nove siti culturali e naturali patrimonio UNESCO: dall’Antica Città di Nessebar alla Chiesa di Boyana, dal Madara Rider alle Chiese Rock-Hewn di Ivanovo, dalle Tombe della Tracia di Kazanlak e Sveshtari al Parco Nazionale del Pirin ed alla riserva naturale di Srebarna.

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