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Il valore aggiunto del turismo: il caso Liguria

Il turismo: moltiplicatore di spesa e valore aggiunto per l’economia regionale. E non solo: il valore aggiunto della spesa turistica genera effetti anche extra regione. Questo è quanto si legge nell’indagine realizzata dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche per conto dell’Osservatorio Turistico Regionale (L.R. n.28 del 4 ottobre 2006), nato dalla collaborazione tra Regione Liguria e Unioncamere Liguria.
La filiera turistica ligure, con le componenti chiave dei servizi e della produzione - importazione di beni da consumare sul posto (al netto del riscontro immediato in termini di prodotto interno lordo regionale generato dall’offerta ricettiva e dell’accoglienza in generale), rappresenta un modello di sviluppo territoriale che contagia anche le regioni limitrofe. Il caso Liguria merita un’attenzione particolare non solo per le evidenti performance positive, ma soprattutto per il valore aggiunto generato.

Quali sono le scelte di programmazione e le politiche del turismo che hanno determinato questi risultati, considerando che in Liguria ogni presenza turistica attiva 50 euro di Pil contro la media nazionale di 39?
Ne parliamo con Gianni Berrino, Assessore Regionale al Turismo e con Paolo Odone, Presidente di Unioncamere Liguria.
“La Liguria è la prima regione in Italia – spiega l’Assessore Berrino - a sperimentare politiche turistiche innovative. Cito ad esempio un’iniziativa fra le più recenti, ovvero l’accordo con la piattaforma di prenotazione on line di alloggi Airbnb, annunciata a dicembre 2016 in occasione dell’evento dedicato allo “Sviluppo strategico del Turismo in Liguria” con la quale si intende fornire la corretta informazione sugli adempimenti da osservare alle strutture aderenti alla piattaforma. Contestualmente, grazie anche alla collaborazione con Federalberghi, la Regione Liguria rinnova il proprio impegno nella lotta all’abusivismo e ai fenomeni di attività di locazione ‘sommerse’ che generano concorrenza sleale nei confronti delle imprese turistiche e costituiscono una potenziale minaccia all’immagine del ‘brand’ Liguria. Nel corso degli stati generali del turismo è stata inoltre presentata la nuova App per smartphone e tablet che sarà attiva dall’estate prossima e che prende il nome dall’hashtag di successo “#lamialiguria”. Altra iniziativa è costituita dal Patto per lo sviluppo strategico del turismo, che vedrà il coinvolgimento di tutti i Comuni della regione. Stiamo dimostrando quanto il comparto turistico sia strategico e costituisca un volano fondamentale per il rilancio e lo sviluppo economico di tutto il nostro territorio. Da tempo si sentiva l’esigenza di un cambio di passo in materia di politiche turistiche. Quest’evoluzione consentirà alla Liguria di riconquistare lo spazio e l’attenzione che le spettano nel panorama nazionale e internazionale”.
“Come ho avuto modo di dichiarare in diverse occasioni – ricorda il Presidente Odone - il turismo il Liguria vive un momento positivo. Se leggiamo le rilevazioni dell’Osservatorio Turistico Regionale per il 2016 troviamo infatti dati confortanti in merito alle presenze, sia a riguardo degli italiani sia degli stranieri. D’altra parte la situazione internazionale è sempre più calda e coloro che avrebbero scelto il Medio Oriente o l’Africa settentrionale come località di vacanza oggi prediligono l’Europa, e l’Italia in modo particolare. Per noi questa è l’occasione per far conoscere la Liguria e fidelizzare un panorama crescente di turisti. Certamente – aggiunge il Presidente Odone - possiamo fare ancora molto per incoraggiare questi turisti a visitare le nostre città e il nostro territorio, ma possiamo anche dirci soddisfatti di quanto realizzato fino ad oggi. Di sicuro le aperture straordinarie dei negozi incoraggiano il turismo, come abbiamo visto nel corso del 2015 e del 2016”.
“L’ultimo report sul Valore aggiunto dell’Osservatorio Turistico – specifica l’Assessore Berrino – riguarda il 2015. Tuttavia i dati sulle presenze del 2016 sono ottimi, e dal momento che le presenze incidono sulla composizione del valore aggiunto - fanno prevedere, per l’anno che si è appena concluso, ulteriori ricadute positive”.



Erano oltre 72 milioni le presenze turistiche
1 stimate in Liguria nel 2015, considerando sia coloro che alloggiano in strutture ricettive che i vacanzieri del circuito delle abitazioni private (seconde case, residenze di amici e parenti, alloggi in affitto).
Le spese sostenute nel corso della vacanza da questi turisti sono stimate in 5 miliardi e 316,2 milioni di euro spese che hanno attivato una produzione di beni e servizi sul territorio della regione pari a 6 miliardi e 337 milioni di euro.
Questa produzione a sua volta attiva un Prodotto Interno Lordo pari a 3 miliardi e 576 milioni di euro
(pari al 7,8% del PIL regionale), di cui il 59,5% è riconducibile ai profitti delle imprese che producono beni e servizi acquistati dai turisti in Liguria, il 37% al reddito dei residenti dipendenti delle imprese ed il 3,5% alle imposte indirette nette che percepisce lo Stato.
Nel dettaglio dei singoli comparti produttivi, emerge come il core business del turismo, ovvero i servizi di alloggio e ristorazione attivano il 32,6% del PIL regionale legato al turismo, le attività immobiliari (affitti e attività di intermediazione immobiliare) il 13,6%, il commercio il 12,9%, il trasporto e il magazzinaggio il 12,2%, le attività artistiche, di intrattenimento e divertimento il 6,2%.
Ma gli effetti delle spese dei turisti che visitano la Liguria si estendono anche al resto d’Italia: il PIL attivato nelle altre regioni (quelle da cui arrivano prodotti e servizi acquistati direttamente dai turisti o impiegati nella produzione dalle imprese liguri) è stimato in 2 miliardi e 805 milioni di euro, il 44% del PIL turistico attivato sull’intero territorio nazionale.
La produzione di beni e servizi che viene attivata dalla spesa turistica in Liguria nel corso del 2015 ha richiesto l’impiego di 110.000 unità di lavoro (ULA), di cui il 59,1% impiegate all’interno delle imprese liguri (65.000 ULA) che corrispondono al 10,5% delle unità di lavoro impiegate complessivamente dalle imprese attive nella regione, quota più elevata di quella del PIL turistico (7,8% del PIL regionale) a conferma della connotazione del turismo come un settore produttivo ad alta intensità di lavoro.
In conclusione, è possibile stimare gli “effetti moltiplicativi” che produce la spesa del turista-tipo che visita la Liguria, effetti che riguardano sia la regione stessa che le altre regioni italiane, per un impatto economico complessivo attivato sul territorio, sull’occupazione e sui redditi delle imprese e dei residenti di tutti i settori economici direttamente ed indirettamente coinvolti con il turismo.
In particolare, dunque, stimando che ogni turista spende in media 74 euro al giorno pro-capite (costo che comprende alloggio, ristorazione, shopping, spese per attività culturali e divertimenti e altre spese per sostenute sul luogo di vacanza ma anche spese di viaggio per la sola parte di viaggio realizzata nella regione) si calcola come:

ogni presenza turistica in Liguria attivi 50 euro di PIL all’interno della regione e 39 euro nel resto d’Italia;
per ogni 100 euro spesi dai turisti che soggiornano in Liguria si attiva un PIL pari a 67 euro all’interno della regione e 53 euro nel resto d’Italia;
per ogni milione di spesa turistica sostenuta in Liguria si rendono necessarie 14 ULA nella regione e 8 nel resto d’Italia.


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1Fonte: “La Soddisfazione del Cliente e le Ricadute Economiche del Turismo nella Regione Liguria”, Osservatorio Turistico Regionale della Liguria, Regione Liguria - Unioncamere Liguria, anno 2015.



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