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Termalismo in Italia: un modello di welfare

Costanzo Jannotti Pecci
presidente Federterme-Confindustria

Dopo la crisi globale il termalismo italiano continua a trainare la ripresa turistica grazie agli standard elevati delle strutture e alla qualità dei servizi. Grazie anche al sistema di rappresentanza imprenditoriale che rafforza la rete tra le imprese e l’interfaccia con il governo per garantire migliori condizioni d’accesso per le cure termali ma soprattutto per incentivare il turismo termale. Ne parliamo con il presidente nazionale di Federterme-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci. Cavaliere del Lavoro, è amministratore del Gruppo Minieri spa (Terme di Telese, Grand Hotel Telese) tra i primi cinque in Italia nel comparto. Presidente di Confindustria Campania è al vertice di società dell’industria alberghiera e presidente delle Terme Lucane di Latronico, in provincia di Potenza. E’ stato, tra le altre cariche, anche componente della Giunta e del Consiglio Direttivo di Confindustria e al vertice di Federturismo e degli industriali della provincia di Benevento.

Partiamo dai dati elaborati dall’Osservatorio Isnart-Unioncamere: le imprese ricettive termali fanno registrare aumenti sensibili rispetto a quelle “generaliste”. L’occupazione delle camere è addirittura doppia rispetto alla media nazionale. Possiamo affermare che il termalismo sta rigenerando il turismo italiano?

Possiamo dire che le imprese termali e quelle ricettive termali hanno intrapreso un percorso di recupero da consolidare dopo aver sofferto molto gli effetti della crisi generale, a partire dal 2008. Abbiamo tenuto duro, in attesa della ripresa, per ritrovare fiducia sul fronte della domanda (dai pazienti e dai clienti), nella professionalità delle risorse umane degli addetti alle terme e degli alberghi termali. E’ stata fondamentale anche la tenacia degli imprenditori a trovare le motivazioni necessarie a non mollare e a prepararsi a consolidare i timidi segnali di ripresa del 2016. In questa ottica si colloca una crescente presenza negli alberghi termali grazie alla scoperta della qualità, della attrattività e competitività dei contesti termali. Si registra ancora una situazione di disomogeneità delle performance sul territorio che ci può far pensare a situazioni a macchia di leopardo da correggere. Cerchiamo di fare del nostro meglio per rigenerare il turismo italiano che però ha bisogno innanzitutto di migliorare la formazione specifica, la dotazione infrastrutturale ed i trasporti, per far “dilagare” anche al Sud i flussi del turismo del benessere termale che si fermano a Roma, con qualche timida infiltrazione in Campania; c’è molto da fare.

E’ cambiata la percezione del termalismo e dell’offerta termale. Oggi, come evidenzia Federterme, è un vero e proprio modello di welfare. Come è percepito dalle imprese del comparto questo cambiamento e quali sono gli obiettivi da centrare per consolidare questo trend positivo?

Si ci sono alcuni elementi positivi: la percezione e la reputazione del termalismo italiano sono supportate dal costante riferimento ai risultati della ricerca medica e scientifica termale, grazie all’attività della nostra Fondazione per la ricerca scientifica termale(FoRST) svolta con bandi internazionali, su temi e problemi sul fronte di avanzamento scientifico e tecnologico, riconosciuti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) anche grazie al progetto Hydroglobe di FEMTEC e FoRST. Aggiungo inoltre la esistenza di un consolidato rapporto di collaborazione trasparente e proattivo con le Istituzioni e l’impegno imprenditoriale delle imprese termali, che consentono di parlare di un modello di welfare termale italiano, ben conosciuto che è oggetto di riferimento anche per altri sistemi termali europei. E questo è motivo di soddisfazione per noi imprenditori e per il nostro Paese. Indicazioni di assoluto rilievo sono pervenute dal lavoro svolto al tavolo istituito dal Ministero della Salute per il rilancio del settore, indicazioni che sono confluite in un documento estremamente articolato presentato nello scorso novembre e che ora stiamo iniziando a finalizzare.

La programmazione europea dei fondi prevede numerose opportunità per le reti d’impresa e per l’innovazione anche nel settore termale Quali sono le priorità per Federterme?

Anche in questo ambito registriamo un impegno crescente delle imprese e della loro rappresentanza sul territorio per superare l’eredità di un individualismo sterile da sostituire con la collaborazione sul territorio, integrando specificità, professionalità, vision e desiderio di fare e fare bene. Registro interessanti passi avanti per la sostenibilità degli interventi e per i risparmi energetici come anche per nuove forme e strumenti di comunicazione. Vanno favorite tutte le forme di collaborazione delle imprese per condividere le buone pratiche e per progettare insieme, anche al di fuori dei confini nazionali. La reputazione del termalismo italiano in Europa è nota e ne avremo una testimonianza concreta con l’Assemblea dell’Associazione europea delle imprese termali europee che si riunirà per la prima volta nella sua storia a Roma e Tivoli, a maggio. E anche questa è un riconoscimento per la medicina termale italiana e per le nostre aziende.

Da poco più di un mese è stato firmato l’accordo, in sede di Conferenza Stato Regioni, con il Governo e gli enti locali sull’erogazione delle prestazioni termali per il prossimo triennio, prestazioni che sono state confermate nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) o c’è ancora tanta strada da fare? E quali sono i vantaggi per le imprese e per gli utenti?

Abbiamo sofferto a lungo prima di arrivare all’Accordo del 2 febbraio che è il frutto – così come il mantenimento nei LEA - del riconoscimento (da parte delle Regioni e dello Stato) del contributo del sistema termale italiano al contenimento della spesa sanitaria pur continuando ad assicurare i trattamenti di prevenzione e di cura appropriati alle esigenze del sistema e delle persone. Siamo consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare per far fronte a nuove esigenze specifiche di una popolazione sempre più numerosa nelle classi di età oltre 65 e 70 anni come anche a quelle della riabilitazione e cura in ambiente termale, tramite un maggior impegno nella medicina del territorio. Le terme e l’esperienza in ambiente termale vengono guardate, visitate e scelte con sempre maggiore interesse dai potenziali frequentatori delle terme (dalle mamme per se stesse e per i loro piccoli, dai giovani, dagli adulti e dagli anziani) perché alle terme le persone vengono accolte ed ascoltate singolarmente e per ognuno c’è una risposta terapeutica professionalmente supportata. E’ il nostro lavoro!

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